Chiacchierando di gusto

Giornata di presentazione della Comunità del Cibo Slow Food dei Capperi di Selargius

di Stefano Olla

23/06/2010


TANTO DI… CAPPERO!!!

Il 19 giugno si è svolta a Selargius la Giornata di presentazione della Comunità del Cibo Slow Food dei Capperi di Selargius, organizzata da Slow Food Cagliari.

L’occasione sono stati i dieci anni di attività dell’azienda Il Cappero Selargino che coincide con l’avviamento di una nuova fase del rapporto che da anni unisce Marco Maxia, titolare dell’azienda di Selargius, e Slow Food Cagliari. Il progetto di Maxia coincide infatti in pieno con i principali valori di Slow Food - l’intervento attivo la tutela delle eccellenze alimentari legate alla biodiversità ed alla cultura locali – e per questo è nata l’idea di proporre la tradizione (una tradizione viva, grazie a Marco Maxia) del cappero di Selargius come Comunità del Cibo. Alla fine di ottobre si terrà a Torino il Meeting internazionale di Terra Madre, nella cornice del Salone del Gusto. A Terra Madre saranno invitati due rappresentanti di questa nuova Comunità dei Capperi di Selargius.

Rappresentare una Comunità del Cibo significa entrare a far parte di una rete mondiale formata da tutti quei soggetti che operano nel settore agro-alimentare, dalla produzione delle materie prime alla promozione dei prodotti finiti, e che si caratterizzano per la qualità e la sostenibilità delle loro produzioni. A Torino, l’esperienza del Cappero di Selargius si confronterà con quella dei produttori di pistacchi dell’Afghanistan, con gli agricoltori urbani di New York, con i pescatori tradizionali norvegesi, con chef, grandi o meno, di tutto il mondo che hanno aderito al progetto, e con oltre 4000 persone in rappresentanza di più di 1600 comunità presenti nella rete.

L’incontro mondiale tra le comunità del cibo, è organizzato da Slow Food in collaborazione con Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Cooperazione Italiana allo Sviluppo - Ministero Affari Esteri, Regione Piemonte, Città di Torino. Mette a confronto produttori e operatori del settore agroalimentare mondiale rappresentativi di un modo diverso e più complesso di intendere il cibo di qualità: attento alle risorse ambientali, agli equilibri planetari, all’aspetto organolettico, alla dignità dei lavoratori e alla salute dei consumatori.

La giornata si è articolata in una visita ai campi di capperi, che si trovano nelle campagne a nord di Selargius, resa possibile dalla collaborazione con il CTM - Consorzio Trasporti Mobilità, a cui ha fatto seguito, una conferenza sul tema, una degustazione guidata ed una cena tematica.
Durante la conferenza, coordinata dalla giornalista Mariella Cossu, dopo i saluti del sindaco di Selargius Gianfranco Cappai, gli interventi hanno ricordato il forte radicamento storico e culturale della produzione di capperi nella comunità, ponendo in risalto le peculiarità botaniche e qualitative del prodotto. Giulia Annis, responsabile di Slow Food Cagliari, ha illustrato il significato del percorso delle Comunità del Cibo, soffermandosi sui temi della rete internazionale dei piccoli produttori e sui contenuti culturali e di sostenibilità ambientale di questa rete. Alessandra Guigoni, antropologa specializzata in studi sull’alimentazione, ha riassunto la storia locale dei capperi, attraverso documenti e testimonianze, e il loro uso non solo in cucina, ma anche nella farmacopea empirica del passato. L’intervento centrale è stato quello di Marco Maxia, titolare del Cappero Selargino, microazienda di raccolta e trasformazione a conduzione familiare: in dieci anni di attività Maxia ha dimostrato come il recupero di attività tradizionali, condotta in modo “leggero”, non solo garantisce insieme la vitalità di specie botaniche e l’identità culturale di una collettività - il che ci ricorda che la biodiversità, tanto evocata ultimamente, ha contenuti molto concreti – ma origina anche una fonte di reddito. Sandro Nonnoi, botanico ha descritto le peculiarità della specie Capparis Spinosa nell’ambiente selargino. Tutti gli aspetti politici e di programmazione economica sono stati sviluppati in chiusura negli interventi di Antonio Maccioni, (LAORE-agenzia regionale per lo sviluppo in agricoltura), Mariano Contu (Presidente Commissione agricoltura Regione Sardegna) e Pierpaolo Ambu (Assessore attività produttive ed agricole Comune di Selargius).
La degustazione, guidata da Luca Galassi, ha messo in evidenza le caratteristiche sensoriali di eccellenza dei capperi di Selargius, non solo in comparazione con prodotti di largo consumo di origine europea e non, ma anche nel confronto con prodotti di eguale fascia come i più famosi capperi di Salina.
Al termine della giornata, sotto le palme del giardino di Casa Soro, a fianco della chiesa di S. Lussorio, nel buffet, proposto dallo chef Claudio Ara del ristorante Sa Piola della Vecchia Trattoria di Cagliari, sono stati presentati piatti della tradizione (l’irrinunciabile coniglio a succhittu) insieme ad altri più originali, come l’insalata di lorighittas, capperi e pomodori o la terrina di coniglio ai capperi. La Gelateria Il Gelataio Aresu di Cagliari ha, infine, proposto un sorbetto di cappero fresco ed un gelato al cappero salato. Non potevano mancare i vini della cantina selargina Meloni Vini

Stefano Olla  "Slow Food Cagliari".


La Giornata di presentazione della Comunità del Cibo Slow Food dei Capperi di Selargius è stata organizzata da Slow Food Cagliari in collaborazione e con il sostegno di:
• Assessorato alle Attività Produttive e Agricole del Comune di Selargius
• LAORE – agenzia regionale per lo sviluppo in agricoltura
• CTM-spa Consorzio Trasporti Mobilità
• Associazione Turistica Pro Loco di Selargius
• Il Cappero Selargino di Marco Maxia
• Cantina Meloni Vini srl
• Co.al.be dei F.lli Contu & c. snc
• Cooperativa Terra e Sole di Santa Margherita di Pula
• Kentos – Il pane dei centenari

REFERENTE SLOW FOOD PER LA COMUNITÀ DEL CIBO DEL CAPPERO DI SELARGIUS:
Sara Contu
tel. 340 0885855 makalha74@gmail.com


Slow Food è un movimento internazionale, ma nato nella provincia italiana, a Bra, nel 1986 dalla mente di Carlo Petrini. Il lungo cammino dell’Associazione ha portato Slow Food ad essere presente in 130 paesi e ad accreditarsi come interlocutore culturale, tecnico e politico in un settore che definire “gastronomico” o “agroalimentare” è riduttivo. Slow Food sostiene il diritto ad un cibo che sia buono, per la qualità ed il radicamento nella cultura e nel territorio, pulito, in quanto, per produrlo, sono state impiegate tecniche sostenibili e rispettose del territorio; e giusto, cioè rispettoso dei diritti e della dignità di chi lo ha prodotto...

Info:  Slow Food Convivium di Cagliari n. 99
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