In giro per ristoranti

Nella Torino pių bella, nella Torino pių vecchia, a tavola da Angelo, chef patron del Ristorante L'Acino

di Andrea Nencioni

09/09/2010

 

 

Che dire dell'Acino... forse la mia recensione, in questo caso, non è del tutto obiettiva anche perché tra me e il titolare Angelo scorre una lunga amicizia.
Diciamo che per diversi anni è stata la mia seconda casa; l'Acino in realtà non è un semplice ristorante, bensì uno stato d'animo, potrei affermare che a volte passo lì le mie serate per rilassarmi, quasi meglio di una Spa di lusso.
Si trova nella Torino più bella, nella Torino più vecchia, quella piena di magia, vicino ad una delle chiese più antiche (chiesa di San Domenico).

Se cerchi un locale di "lusso"... forse ti stai sbagliando, il lusso è stato sostituito dalla qualità, dalla passione e dalla simpatia, Angelo riesce a farmi sorridere anche dopo una giornata iniziata male e finita ancora peggio.
Come qualcuno ha scritto: "La cucina non è particolarmente raffinata ma i piatti sono davvero pregevoli e lasciano il forte desiderio di ripetere l'esperienza" ... ed io APPROVO!

Il menù di Angelo propone: insalata di carne cruda di vitello, vitel tonnè alla moda antica, Tomini e acciughe con salsa verde. Tajarin di pasta fresca al ragù di salsiccia, gnocchi di patate al Castelmagno DOP,  ravioli  di pasta fresca ripieni di robiola e borragine, con Julienne di zucchine e Castelmagno, agnolottini del plin ripieni di brasato al sugo d'arrosto, stracotto di manzo al Roero con patate al forno, trippa di vitello alla piemontese, “Tonno di Coniglio”,  una ricetta tipica del Monferrato: la carne di coniglio bollita, viene condita con erbe aromatiche e aglio, e poi sommersa in olio di oliva extra vergine per un tempo necessario affinché diventi tenera come la carne di tonno); “Bagna Caôda”, letteralmente bagna calda, è un piatto tipico della cucina piemontese ed è una preparazione a base di aglio, acciughe ed olio di oliva; la Finanziera, un piatto della tradizione piemontese preparato con interiora e frattaglie: filone, animelle, granelle, cervella e creste di gallo, stinco di maiale al forno con patate, sformatino di Castelmagno DOP con miele e compostadi fichi, lo zabaione caldo, la panna cotta, la torta di cioccolato e pere, e il "Bonèt”, un dolce tipico al cucchiaio, a base di amaretti cacao uova e latte, un modo irrinunciabile per terminare una vera cena alla piemontese.

La qualità delle materie prime è eccellente, la carta dei vini più che eccellente (pochi sono i ristoranti così ben forniti), per non parlare dei distillati, anch'essi molto ricercati.
Dimenticavo una cosa... sui prezzi nulla da dire, anche loro ottimi come tutto il resto.

Andrea Nencioni

Consiglio: Meglio prenotare. Chiuso la Domenica.

Ristorante L'Acino via San Domenico, 2  Torino Tel. 011 5217077