Incontri con i produttori

Il Tocai rosso di Barbarano, secondo Tommaso Piovene.

di Bernardo Pasquali

06/07/2007

 Nella foto Tommaso Piovene a Bordeaux durante Vinexpo Il comprensorio dei Colli berici rappresenta una risorsa agroalimentari per i prodotti di qualità di altissimo livello. Un terroir che interpreta in un certo senso la vera storia delle terre sommerse di tutta l´area collinare a ridosso della catena alpina. Come per le colline del Soave anche in questo caso paliamo di piccoli vulcani sottomarini che 50-60 milioni di anni fa temperavano le acque cristalline e tropicali di questi ambienti. Un terroir ricco quindi di elementi nutritivi e caratteristici che si ripercuotono in effetti sulla straordinaria fertilità e stabilità del comprensorio. Molto suggestivo e panoramico, si estende per alcuni chilometri da Lonigo fino ad arrivare a Nanto e ben oltre. Lungo tutto il suo percorso si protrae la cosiddetta "riviera berica". I Colli Berici sono ancora poco valorizzati rispetto alle loro potenzialità e sono gli stessi operatori che lavorano sul territorio che lo affermano. Sono molteplici i prodotti di alta qualità che stanno iniziando a far parlare di sé. Il vino, innanzi tutto, l´olio che sta riscuotendo sempre più successo, il tartufo nero che nelle stagioni più fortunate abbonda sotto i folti boschetti. Percorrendo la riviera berica da Lonigo, dopo aver attraversato Orginao e Sossano, si arriva in prossimità di Villaga e un po´ più in là si trova una freccia che indica la piccola frazione di Toara. Un piccolo borgo alle pendici dei colli dove si trova una delle cantine storiche del comprensorio, la Piovene Porto Godi. Strano a dirsi ma abbiamo parlato di Tocai Rosso a Bordeaux. L´occasione dell´incontro è stata propizia per capire innanzitutto alcune cose. Primo: che fine farà il nome Tocai Rosso? Secondo: quale Tocai Rosso per il futuro? Abbiamo incontrato anche il Presidente della DOC Vicenza, Giorgio Nicola Nicolin entusiasta sostenitore di questo vino per il rilancio dei Colli Berici. È proprio il Presidente a soffermarsi sulla diatriba che da almeno un anno sta tenendo sulle spine i produttori italiani di Tocai, sia i friulani, sia i vicentini, ma anche tutti coloro che vinificavano questo vitigno. L´Ungheria non ha mai mollato sui diritti di esclusiva del nome. Ci sarebbe da aprire un bel dibattito e lo si è già fatto in molte sedi. Sembrava che si fosse arrivati alla soluzione quando tra i padiglioni della Fiera di Verona si è visto transitare il carro funebre del Tocai promosso dalla Regione Veneto e dal suo Assessore Zaia. Lui stesso fu uno strenuo promotore del nuovo nome: TAI. Praticamente il bicchiere di vino nel dialetto friulano. Se Tai doveva essere per il bianco, Tai sarebbe diventato anche il rosso. "I produttori vicentini dei Colli Berici, pur non amando molto quel nome erano comunque più tranquilli in quanto erano almeno certi di che cosa scrivere in etichetta!". La certezza è durata comunque poco in quanto il nome Tai sembra non sia stato riconosciuto a livello ministeriale e quindi non sia stato inserito nell´albo viticolo ampelografico italiano. La cosa sta diventando una barzelletta in quanto ci sono milioni di bottiglie "innominate" che non si sa come chiamare. Quest´anno si esce ancore con il nome Tocai se si è imbottigliato prima del 31 di marzo. Ma poi che succederà? Nella zona dei Colli Berici ci sono problemi di nomi. Non si vuole chiamarlo Barbarano, non si vuole chiamarlo Berico. Non si sa cosa succederà! Anche Tommaso Piovene si dice preoccupato e spera che si trovi una soluzione al più presto. Un´altra discussione, più legata al merito della natura di questo vino vicentino, è legata a quale tipologia di vino debba essere quella dell´attuale Tocai Rosso. Questo vino è prodotto da uve Grenache Noir tipiche delle terre meridionali francesi ma soprattutto è il nostro sardo Cannonau. Barbatelle che sono state piantate sui colli berici e in particolare nei territori limitrofi al Comune di Barbarano. Piantate secondo le antiche tradizioni locali di allevamento delle viti e quindi a pergola veronese o trentina. Una tecnica che ha favorito la crescita di un quantitativo di uva molto sostenuto e soprattutto un ombreggiamento che ha portato l´uva stessa ad una scarsa maturazione dei polifenoli e quindi uno scarso colore già nell´acino. Ecco quindi che il Tocai Rosso di Barbarano diviene un vino dai colori rosso rubino tenui e quasi quasi si potrebbe definire un vino tra il rosato e il rosso. Ma è il vero autoctono dei Colli Berici e per questo diventa un vino prezioso su cui i viticoltori e le istituzioni vicentine hanno deciso di investire. Per questo era stato istituito un progetto coordinato dall´Istituto di Genetica Strampelli di Lonigo per individuare tecniche di allevamento e di vinificazione idonee per cambiare le caratteristiche del vino nel senso di una maggiore concentrazione sia di colore che di estratto. Insomma poteva il Tocai Rosso aspirare a divenire un grande rosso? Alcune aziende hanno aderito al progetto e dobbiamo affermare con un certo successo. ma sarà il tempo che affinerà le tecniche e darà ai vigneti l´età adeguata per produrre un grande vino. Tommaso Piovene assieme a Flavio Prà hanno adeguato le tecniche anche sulla base di quei studi e sono arrivati a produrre un Tocai Rosso di grande effetto. Tocai Rosso Thovara 2004 Per ottenere un vino così ricco di estratto e di colore si è applicata una vendemmia tardiva, con una parziale surmaturazione in pianta e successiva cernita delle uve migliori. L´allevamento delle viti è a cordone speronato ma si sta cambiando per essere portato a guyot. Il vino viene prodotto solo in certe annate particolarmente favorevoli quando si ottengono uve di pregio e con un estratto polifenolico elevato. Soprattutto quando la parte finale della maturazione è climaticamente particolarmente secca e non piovosa, in quanto il Tocai Rosso è un´uva altamente igroscopica che assorbe con molta facilità l´umidità che porta in diluizione i componenti estrattivi. Caratteristiche principali da un punto di vista olfattivo sono la delicata ma caratteriale speziatura di pepe e soprattutto la bella sensazione fruttata di frutta rossa come ciliegie e lamponi. Buona l´acidità di questo vino che per la sua vinificazione in tonon aperti e per 15 mesi tenuto poi ad affinare in barrique nuove, riesce comunque ad ottenere un certo riequilibrio verso le morbidezze con una percentuale alcolica significativa. Un tocai rosso che sa sposare la struttura del´acino e la delicatezza ed eleganza dei profumi. Un vino comunque muscolare che è adatto a piatti certamente molto più complessi del suo predecessore più leggero. Non va certo bene per il tipico abbinamento con il baccalà alla vicentina. Ma è versatile soprattutto con le carni sia bianche particolarmente lavorate e speziate ma soprattutto con le carni rosse di varia tipologia e lavorazione. Un vino comunque prezioso che costa circa 20€ in enoteca e che è dovuto soprattutto ad un sistema di lavorazione molto impoetante con una radicale selezione delle uve in pianta. Tommaso Piovene è uno dei 12 vinificatori di questo prodotto ma uno di quelli che crede che dal Tocai Rosso non si possa limitarci al vino che si è sempre conosciuto. Per questo motivo è intenzionato a continuare in questa sua bellissima avventura di far conoscere un grande territorio attraverso un vino che può diventare grande. Il patrimonio produttivo c´è se si pensa che ci sono più di 800 produttori con questa tipologia di vitigno. Se qualcuno si decidesse seriamente a dare un nome definitivo al vino, anche tutti questi sforzi otterrebbero maggiore riscontro. Ma per i Colli Berici Tocai o non Tocai questa nuova via porterà certamente a una decisiva svolta e valorizzazione. Bernardo Pasquali