Parliamo di vino

Oltrep˛ Pavese DOC Buttafuoco, Tenuta Calcababbio, 2007

di Francesco Rovida

01/08/2011

 

Un incontro inaspettato all'interno di un elegante negozio di mobili e oggetti d'arte su una delle strade principali di Pavia. Così mi si è presentato il Buttafuco 2007 di Tenuta Calcababbio che ho assaggiato solo alcune sere fa, a distanza di diversi mesi.

Una bottiglia interessante che consente di conoscere questa azienda vitivinicola situata nel comune di Pietra De' Giorgi in località Calcababbio, nel cuore dell'Oltrepò Pavese Collinare. I vigenti sono situati ad una altitudine di circa 150 m s.l.m. con espozione prevalente a sud-est. Il terreno risulta essere per lo più argilloso con una discreta presenza di calcare ed una buona fertilità. La forma di allevamento adottata è il guyot classico con alta densità di impianto (4000 ceppi ad ettaro). Le varietà coltivate sono la Croatina, il Barbera, l'Uva Rara, il Riesling italico e il Pinot nero, che danno vita ad otto etichette che spaziano tra bianchi, rossi, spumanti e dolci.

Il nome “Buttafuoco” deriva dall'espressione dialettale “al buta me al fogh”, con un chiaro riferimento alle caratteristiche di vino corposo e caldo.

Ma è certamente più curiosa la spiegazione che lega il nome ad un evento storico. Sembra che nella seconda metà del secolo XIX la Marina Imperiale austro - ungarica varò una nave a cui fu dato il nome di “Buttafuoco” in ricordo di una compagnia di marinai dislocati a Stradella; i quali, più che occuparsi dell’acqua del fiume Po, si sarebbero però occupati del vino di cantina, compiendo scorribande tra le botti e le bottiglie del rosso d’Oltrepò. Una delle ragioni per cui non si sarebbero molto occupati di guerra. Questo episodio ispira anche il marchio del Club del Buttafuoco Storico, nato nel 1996 dalla collaborazione di alcuni vignaioli per valorizzare questo vino.

Il Buttafuoco di Tenuta Calcababbio viene prodotto con Barbera, Croatina, Ughetta e Uva Rara coltivate a spalliera, con una resa piuttosto bassa (60/70 ettolitri per ettaro). La vendemmia viene svolta manualmente; la fermentazione sulle bucce a temperatura controllata avviene in acciaio, così come la breve maturazione, prima dell'imbottigliamento nella primavera successiva.

Versato nel bicchiere il vino si presenta con un bel colore rubino intenso e limpido, con una particolare fluidità.

L'analisi olfattiva rivela una discreta intensità dei profumi, che suggeriscono dapprima i toni del sottobosco terroso e si aprono poi sulle caratteristiche note fruttate che spaziano tra ciliege e amarene sotto spirito e lamponi freschi. Si avvertono successivamente sentori più maturi di fiori secchi e infine di mirto.

L'ingresso in bocca è caratterizzato da una sensazione piacevole ed intensa di freschezza, con tannini delicati e decisa sapidità. La presenza alcolica piuttosto contenuta (12%) mantiene un giusto corpo per un vino complessivamente poco strutturato, che rivela una buona corrispondenza con le sensazioni aromatiche fruttate percepite all'analisi olfattiva, con una persistenza decisamente lunga.

Complessivamente un vino molto interessante nella sua tipologia, piacevole da avere a tutto pasto nel consumo quotidiano e molto indicato in abbinamento a un piatto di salumi e di formaggi semistagionati (magari durante una buona merenda in collina) oppure ad un primo piatto come il risotto con la carne o una pasta con ragù alla bolognese.

Francesco Rovida

francescorovida@gmail.com

Riferimenti:

www.kingmecmobili.it

www.tenutacalcababbio.it

www.buttafuocostorico.com