Saperi e sapori

L’arte dolciaria di Lucia Porru

di Alessandra Guigoni

13/09/2011

La Signora Lucia Porru di Piiri (CA)

 

L’espressione “arte plastica effimera” fu coniata dal compianto antropologo Alberto Mario Cirese diversi anni fa per il pane sardo: era chiaro che la modellazione dei pani avveniva ad arte, aveva delle regole (con le sue varianti, certo, date dalla creatività e manualità delle panificatrici) e una tradizione di lunga durata, non scevra da innovazioni; quest’espressione si addice anche ai dolci della tradizione sarda, alcuni dei quali si possono considerare vere e proprie opere d’arte, per la maestria profusa nel realizzarli.

Qualche giorno fa sono stata invitata da una mia giovane conoscente a vedere i pastissus, pistoccheddus e candelaus di sua nonna, la signora Lucia Porru, di Pirri. E’ stata una scoperta straordinaria perché Lucia Porru non si accontenta di forgiare interamente a mano i suoi pastissus, e glassarli con maestria: ogni pastissus è unico, diverso dall’altro, caratterizzato da un tipo di fiore e/o foglie modellato diversamente; oltre a ciò la maestra dolciaria dipinge a mano con colori alimentari ogni pastissus, rendendolo irripetibile.

I pastissus, come del resto i candelaus, hanno un cuore di pasta di mandorla che li rende finissimi anche al gusto.

I candelaus della signora Lucia sono ugualmente interamente realizzati a mano e si ispirano chiaramente alla ceramica di Capodimonte, la fantasia dell’artista è inesauribile e oltre alle classiche scarpine dei neonati e bugie per candela classiche della tradizione campidanesi vengono riprodotti cappellini, tazzine e teiere da tè, ostriche con perla incastonata; mentre i pistoccheddus hanno la caratteristica glassa candida ingentilita da piccole, delicate decorazioni di pasta di zucchero modellata a forma di fiore e di foglie.

I pastissus in fotografia sono stati realizzati dalla hobbysta per le nozze d’argento di una coppia di suoi amici, e si distingue in primo piano una coppia di anelli intrecciati.

La Sardegna si distingue per una singolare produzione dolciaria che è patrimonio di tutti ma purtroppo viene praticata da poche artigiane che spesso non lasciano ricettari né tantomeno allievi per continuare quella che mi sembra non solo essere una importante tradizione agroalimentare, con risvolti storico-culturali non comuni, ma anche un sicuro mestiere per chi sappia e voglia lavorare nel mondo della pasticceria, uno dei pochi settori che non è in crisi.

Spero che -osservando queste immagini- scaturisca nel lettore una riflessione su come salvaguardare e valorizzare economicamente oltre che culturalmente la pasticceria tradizionale sarda.

Alessandra Guigoni

 

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