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ARTE E VINO

di Claudio Marani

18/03/2014

Scultura in bronzo dell’artista Arnaldo Pomodoro

Pittura e vino nella storia dell'uomo e dell'arte hanno avuto numerosi incontri, perché il vino non è esclusivamente materia e colore, ma luminosità e metamorfosi, effervescenza, ma anche grappolo e, dentro questo frutto, ecco contenuto il paesaggio, la terra. Le grandi civiltà pittoriche sono da sempre legate al vino e il vignaiolo come il pittore ha una sua tavolozza, ha i suoi pennelli e Dioniso appare polivalente, nei suoi diversi aspetti: tanto un dio della terra e dell’ordine quanto un dio dell’ebbrezza e della follia. Questo aspetto delirante è anche simbolo di fertilità, vi è un legame tra Dioniso e la civiltà umana, e la chiave per svelarla può essere l’arte e questo spiega come nell’antichità fu considerato il protettore di tutte le arti, e il dio dell’ispirazione. Infatti l’arte e il vino racchiudono entrambi una natura materiale e un potere spirituale: la magia.

“Il vino è un valore reale che ci dà l’irreale” come affermava Luigi Veronelli e prendendo spunto da questa affermazione si può esaminare una relazione privilegiata tra il vino e l'arte, in particolare tra vino e scultura in un esempio tangibile come la cantina Ca’ del Bosco.  Non occorrono presentazioni per l’azienda leader nella produzione di Franciacorta, spumante metodo classico, nata intorno alla metà degli anni Sessanta quando Annamaria Clementi Zanella acquista a Erbusco (BS) una piccola casa in collina chiamata localmente Ca’ del bosc e diventata ora una delle cantine d’Italia più moderne e tecnologicamente avanzate. La superficie totale dell’azienda è di circa 150 ettari, con uve per la produzione sia di Franciacorta sia di vini fermi. Maurizio Zanella, figlio di Annamaria Clementi Zanella, è l’attuale Presidente nonché presidente del Consorzio per la Tutela del Franciacorta.

L’arte contemporanea fa la prima apparizione nella cantina di Erbusco sul finire degli anni Ottanta con l’installazione del cancello in bronzo di Arnaldo Pomodoro, considerato il più grande scultore italiano contemporaneo, la cui opera posizionata all’ingresso dell'azienda rappresenta in maniera emblematica quello che la cantina svelerà al termine di un breve percorso che si snoda tra le vigne e i dolci pendii. Una volta entrati, si è assaliti immediatamente da una sensazione di meraviglia e di stupore, e giunti sulla sommità del colle principale,  accolti dal vasto parco di querce, castagni ed acacie, si può godere  pienamente degli scorci dei vigneti circostanti e dell’intera vallata. Ci si accorge subito che la dimensione del tempo in quel luogo scompare, poiché è come si entrasse in una dimensione ideale, nello spirito della terra, dove la fretta è bandita e la bellezza ha ancora tutto lo spazio che merita.

Come accennato la prima opera che viene inserita in azienda è quella di Pomodoro posta all’ingresso ed intitolata Cancello Solare, si tratta di  una struttura di forma circolare con un diametro di circa 5 metri che si apre in due semicerchi, il cui peso complessivo è pari a circa 50 q, iniziata nel 1987 la realizzazione è terminata nel 1993. Ma numerose opere d'arte contemporanea sono dislocate all'interno della tenuta, in una perfetta collocazione naturale nel magnifico paesaggio della Franciacorta. L' armonia del contesto fa pensare ad un museo che è anche un parco all'aperto dove però la scelta della collocazione delle opere è esclusivamente legata a momenti particolari dell’azienda: il cancello come inizio di un percorso importante; si prosegue con l’installazione astratta nell’acqua del ruscello che invita a contemplare la natura, e che distoglie momentaneamente dal tema del vino. Troneggia il volto scolpito da Mitoraj che esprime armonia ma anche volontà di provocazione; mentre il Rinoceronte di Stefano Bombardieri suscita il gioco e la voglia di stupire. Ma anche Rabarama con Codice Genetico esprime la passione per l’estetica, oltre alla sfrontatezza delle forme. Non manca la Cracking Art, con Nucara, artista co-fondatore della corrente, che ci riporta ad un animale del bosco, il Blue Guardian, un lupo, una sorta di guardiano blu disseminato nel parco ma anche sopra il tetto della cantina, un animale del resto sempre ricorrente anche nelle etichette aziendali. Il tutto testimonia il pensiero del presidente Zanella ovvero che ciò che accomuna arte e vino è una selezione severa ed una costante ricerca di definizione che si percepisce anche all’interno dell’azienda, percorrendo i lunghi corridoi e le cantine sotterranee che conducono il visitatore in un percorso che porta alla cupola in pietra, considerata il cuore del Franciacorta Ca’ del Bosco. Il silenzio, l'oscurità, l'umidità e la temperatura cullano la fermentazione dei vini in bottiglia, la maturazione nelle piccole botti di rovere e l’affinamento. Sono proprio il tempo qui trascorso per l’affinamento insieme alla dedizione dei cantinieri che porteranno abilmente a compimento il lavoro minuzioso iniziato nel vigneto che hanno come l'arte la necessità di un soggetto terzo che entri in contatto affinché il ruolo si compia.

 

  • Blue Guardian, opera dell’artista Nucara